Custodire l’umano

CUSTODIRE L’UMANO

L’obiettivo è raccontare la realtà della vita in Ucraina durante la guerra attraverso storie personali — sia nel formato della mostra “Ma sono vivo… Voci dall’Ucraina”, sia attraverso la testimonianza di uno dei suoi protagonisti. Le voci raccolte ricordano che la verità della guerra non è fatta di numeri o mappe, ma di persone reali: madri, medici, sacerdoti, volontari, militari. Attraverso la loro presenza e le loro parole il progetto invita a custodire l’umanità anche laddove tutto sembra negarla, e a interrogarsi sulla propria responsabilità personale.

Partner: Mostra realizzata dalla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS, a cura dell’Associazione “Amici di Emmaus ETS” e di Frontiere di Pace.

MOSTRA ITINERANTE

La mostra in una versione itinerante è stata pensata per essere ospitata in istituzione, aziende, università, scuole e centri culturali in tutta Italia.

La mostra crea uno spazio di ascolto e riflessione sulla realtà della guerra in Ucraina attraverso le testimonianze vive di chi l’ha attraversata.

LIBRO CUSTODIRE L’UMANO

l libro “Custodire l’umano. Voci dall’Ucraina” a cura di ElenaMazzola, che accompagna e promuove il percorso espositivo.

Non è semplicemente una raccolta di testimonianze, ma un tentativo di dare voce a chi la guerra la vive ogni giorno. Voci di persone che hanno attraversato perdita, paura e distruzione, senza perdere la capacità di vivere, di assumersi responsabilità e di rimanere umane.

Il libro nasce dalla stessa esigenza che ha dato origine alla mostra: non spiegare la guerra, ma rendere possibile un incontro con la realtà — senza distanza, senza semplificazioni, senza difese dal dolore.

In queste storie emerge un’esperienza in cui, anche dentro il male, l’uomo non scompare: può scegliere, costruire, amare, restare attaccato alla vita e sostenere gli altri.

È un libro sulla guerra. Ma ancora di più, è un libro su ciò che permette all’uomo di rimanere umano.

Contesto

La mostra è stata presentata al Meeting di Rimini 2025.

Il percorso nasce da 20 testimonianze di ucraini che raccontano la propria storia e il ruolo vissuto durante la guerra, offrendo al visitatore un incontro diretto con esperienze concrete di vita.

La mostra ha coinvolto circa 10.000 visitatori, circa 170 visite guidate, 250 ospiti speciali.

Accanto al percorso espositivo, si sono svolti incontri con i protagonisti della mostra, creando ulteriori occasioni di dialogo e approfondimento.

L’esposizione è arricchita da oltre 100 fotografie, realizzate in diverse città dell’Ucraina da 13 fotografi, che restituiscono uno sguardo vivo e plurale sulla realtà del Paese.

Casa Vinnytsya

Casa Emmaus a Vinnytsia:
un luogo di cura, autonomia e comunità

Donor: Cammino Verde Stiftung

L’obiettivo del progetto è creare una casa di accoglienza nel centro dell’Ucraina che permetta a Emmaus di continuare e sviluppare le proprie attività anche in un contesto difficile. Questo spazio vuole offrire stabilità e supporto a giovani con disabilità, orfani e famiglie vulnerabili, accompagnandoli nei loro percorsi di vita e favorendo la loro partecipazione alla comunità

Modalità di utilizzo della casa di accoglienza

Spazio di adattamento e integrazione
La casa accoglie famiglie per soggiorni brevi, dando loro la possibilità di cambiare ambiente, riposarsi e ritrovare equilibrio. Allo stesso tempo, ospita attività per giovani con disabilità intellettiva che li aiutano a sviluppare autonomia e competenze nella vita quotidiana
Alloggio semi-autonomo e punto di ritorno
Per giovani con disabilità e orfani, in Ucraina o in rientro dall’Italia, la casa è uno spazio in cui iniziare a vivere in modo più autonomo e ritrovare un primo punto di riferimento
Spazio sicuro per la rilocazione
La casa offre un luogo sicuro per le famiglie provenienti da Kharkiv quando la situazione diventa più pericolosa. Qui possono trasferirsi temporaneamente o per un periodo più lungo, trovando stabilità, continuità e un ambiente protetto
Spazio multifunzionale
In prospettiva, la casa potrà accogliere anche volontari, diventando un luogo di incontro e coordinamento. Potrà ospitare momenti di formazione, incontri di équipe e sostenere lo sviluppo di attività e progetti sul territorio
Soggiorni per l’autonomia dei giovani

A partire dall’autunno 2025, la casa ospita ritiri di adattamento socio-educativo per giovani con disabilità intellettiva. Questi soggiorni permettono ai partecipanti di trascorrere del tempo in un ambiente sicuro, lontano dallo stress quotidiano legato alla vita in una città vicina alla linea del fronte, aiutandoli a ritrovare maggiore stabilità emotiva.

I ritiri si svolgono con il supporto di tutor e offrono la possibilità di fare esperienza di una vita più autonoma. I partecipanti imparano a organizzare la propria giornata, gestire la vita domestica e condividere gli spazi con gli altri, sviluppando autonomia e fiducia in sé

«Diana ha partecipato ai soggiorni di adattamento sociale a Vinnytsia insieme ad altri giovani. Questa esperienza è stata una vera svolta per entrambe – per lei e per me.
Ha iniziato a voler fare le cose da sola, non perché qualcuno glielo chieda, ma perché lo desidera davvero. Prima aveva paura anche solo di chiudere la porta o tenere le chiavi in mano, ma ora dice: “Mamma, devo impararlo”. E ci prova davvero. Anche quando qualcosa non riesce al primo tentativo, non si arrende: dice “Lo faccio da sola”.  Queste semplici cose quotidiane mostrano come stiano crescendo il suo senso di responsabilità e la sua autonomia»

Marina e Diana, partecipanti della comunità “Emmaus”

 

Contesto

Emmaus lavora a Kharkiv da oltre 15 anni. Negli ultimi 4 anni, in particolare, accompagna famiglie con giovani con disabilità mentale. Oggi la città si trova vicino alla linea del fronte ed è costantemente esposta ad attacchi, con un forte impatto sulla sicurezza e sul benessere delle persone con cui lavoriamo. Per questo, nella scelta del luogo per la casa di accoglienza, la sicurezza è stata il criterio principale.

Vinnytsia, nel centro dell’Ucraina, rappresenta una risposta a questa esigenza. È una città in crescita, con un contesto sociale attivo e attento ai temi della disabilità. Si trova in una posizione strategica tra Kharkiv e l’Italia, facilmente raggiungibile da entrambe le direzioni.

Insieme in Italia

INSIEME IN ITALIA

Durata del viaggio: 7 – 20 Settembre 2025

Nel settembre 2025 abbiamo accompagnato in Italia un gruppo di famiglie ucraine di Kharkiv, offrendo loro alcuni giorni di pace dopo anni segnati dalla guerra. È stato un viaggio di incontro e dialogo con realtà italiane impegnate nell’inclusione di bambini e giovani con disabilità: un ponte di amicizia, cura e speranza.

Il progetto è stato possibile grazie alla generosità di moltissime persone e al sostegno di: Conferenza Episcopale Italiana, Comune di Bologna, Croce Rossa Italiana, Cooperativa Sociale Nazareno, Associazione La Mongolfiera, Hotel Kalafiorita, Festa dei Bambini di Bologna, Fondazione Sacro Cuore di Milano, ResArt, Associazione Bimbo Tu, Cantine Paltrinieri, Conad di Bologna, CDO di Bergamo, Fondazione Cassa Rurale di Treviglio, Fondazione Gigi Tadei, Tria Spa, Support International.

Calabria | Giorni di riposo
Quattordici famiglie ucraine, insieme ai nostri team ucraino e italiano, hanno trascorso una settimana in Quattordici famiglie ucraine, insieme al nostro team italiano e ucraino, hanno trascorso una settimana al mare in Calabria, in un contesto sereno e accogliente. È stato un tempo dedicato al riposo, a conversazioni profonde e a colloqui individuali che hanno permesso di conoscersi meglio e condividere vissuti. Tra passeggiate, momenti di calma e dialoghi sinceri, ogni famiglia ha potuto ritrovare energia e sentirsi parte di una comunità vicina e attenta.
Scambi di esperienze e incontri significativi
Bologna | Incontro con il Comune

Le famiglie e la nostra équipe sono state accolte presso il Comune di Bologna, città gemellata con Kharkiv. Alla presenza della Vicesindaca Emily Marion Clancy, si è svolto un confronto aperto su progetti, esperienze e prospettive di collaborazione internazionale. Un momento intenso di ascolto reciproco e rafforzamento dei legami tra le due comunità.

Carpi | Nazareno e La Mongolfiera
Nel corso del viaggio abbiamo incontrato la Cooperativa Sociale Nazareno, che da anni promuove l’inclusione delle persone con disabilità attraverso laboratori, attività artistiche e percorsi professionali. Abbiamo poi visitato l’Associazione La Mongolfiera, che sostiene quasi 180 famiglie con figli disabili, offrendo un aiuto costante e concreto. Due realtà che hanno condiviso con noi esperienza, competenza e un forte senso di accoglienza.
Bologna | Festa dei Bambini

La delegazione ha partecipato alla Festa dei Bambini, che si è conclusa con una cena comunitaria seguita da musica e danze. Un evento molto partecipato da cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali, caratterizzato da un clima di inclusione e gioia. Il ballo, introdotto in quella serata, è diventato un appuntamento quotidiano e simbolico per tutto il resto del viaggio.

Milano | Una serata che unisce
Presso la Fondazione Sacro Cuore di Milano si è svolta una serata di festa che ha riunito famiglie ucraine, operatori italiani e ucraini, donatori e volontari di Amici di Emmaus. Tra testimonianze, racconti e momenti di gratitudine, l’incontro ha rafforzato relazioni, aperto nuovi contatti e mostrato alle famiglie ucraine che, anche da lontano, in Italia esiste una grande comunità che continua a sostenerle.

Cena di Beneficenza 4 Novembre 2024

4 Novembre 2024: La Prima Cena di Beneficenza di Amici di Emmaus

📍 Accademia del Panino Italiano

Il 4 novembre 2024 rimarrà nel cuore di Amici di Emmaus come una serata indimenticabile. Abbiamo organizzato la nostra prima cena di beneficenza per sostenere i progetti dell’associazione, sia in Italia che in Ucraina, e grazie a tutti i presenti è stato un successo straordinario.

Grazie al video video ricordo dell’evento, realizzato da MCI Brand Appeal possiamo rivivere insieme la gioia e la gratitudine di questa bellissima serata:

È stato un regalo vedere la sala riempirsi di volti conosciuti e nuovi, uniti dal desiderio di sostenere qualcosa di più grande. Una serata speciale, resa possibile grazie al prezioso contributo dei nostri sponsor: Accademia del Panino Giusto (che ha messo a disposizione lo spazio per l’evento), Galdus (che ha curato il servizio), Puratos (che ha offerto gli spazi cucina), Antica Enotria (che ha fornito il vino per la cena) e MCI Brand Appeal (che si è occupata della produzione di foto e video).

“Certamente in me è anche morto urgente il dire che non sono parole, che c’è veramente bisogno che ognuno faccia la sua parte non solo nell’aiutare noi ma proprio nell’accorgersi di quello che sta succedendo e nel cercare di trovare il modo di fare qualcosa, perché abbiamo anche storicamente una grande responsabilità.”

Elena Mazzola, Presidente ONG Emmaus

Amici di Emmaus ha deciso di rendere questo evento annuale, facendo della charity dinner un appuntamento fisso per imprenditori e donatori

Risultati

• Totale Donazioni: € 30 630,00 (Inclusi i proventi dell’asta)

• Totale presenze: 100 persone

• Aziende coinvolte: 26

• Università Coinvolte: 2 – POLIMI Graduate School of Management e Università Cattolica

• Parter e sponsor: 12

I momenti salienti della serata

La serata si è aperta con un aperitivo di benvenuto e networking, seguito da un accompagnamento musicale che ha condotto gli ospiti ai tavoli. Durante la cena, spazio ai dialoghi, agli interventi dei presidenti di Amici di Emmaus e di Emmaus Ucraina, e alla proiezione di un video realizzato da una dei nostri ragazzi durante un viaggio in Ucraina.


La cena si è conclusa con un’asta benefica, che ha visto la partecipazione di prodotti ucraini e non solo: maglie autografate, opere d’arte, oggetti realizzati a mano. Il tutto gentilmente donato da: Gunia Project, GUSHKA, To Be Accessories, Antica Enotria, Fondazione Milan, Genoa Football Club e dall’artista ucraina Natalya Satsyk.


Guardando le immagini dell’evento, è impossibile non cogliere la gioia e la gratitudine che hanno illuminato i volti di tutti i presenti. Ecco un viaggio fotografico dei momenti più bella della nostra Cena:

📸 Aperitivo di benvenuto
📷 Photobooth

🎶 Momento musicale

🍴 Cena
🎤 Discorsi
🖼️ Asta
La cena di beneficenza si terrà anche quest’anno! Resta aggiornato per scoprire tutte le novità!
Vuoi sostenerci con una donazione per i nostri progetti? Clicca qui sotto!

AbbracciaMI

AbbracciaMI

«AbbracciaMI»  è un progetto di sostegno completo per le famiglie che crescono bambini con disabilità mentali a Kharkiv. Il programma mira a creare un ambiente sicuro e solidale in cui i bambini e i loro genitori possano imparare, svilupparsi, comunicare e ripristinare il loro stato emotivo e psicologico

Inizio del progetto: gennaio 2023

Donatori: Regione Emilia Romagna, Agenti della Corona in Ucraina, German Marshall Fund, Renovabis, Pulte Family Foundation, USCCB, Organizzazione caritatevole “Caritas Kharkiv”.

Partner: Centro Fizio, Fabbrica di gioielli UMAX, Organizzazione caritatevole “Caritas Kharkiv Charitable Foundation”, Organizzazione caritatevole “Paralel`ni svity”.

Principali aree di attività

Supporto psicologico per i bambini

Un programma di sessioni individuali e di gruppo con un neuropsicologo finalizzato al rafforzamento comprensivo delle abilità cognitive, come l’espressione emotiva, il linguaggio, il pensiero, la coordinazione e l’autoregolazione consapevole.

Supporto educativo di base

Un programma che consente ai bambini e ai giovani con disabilità intellettiva di apprendere le abilità di pensiero, lettura, scrittura e aritmetica guidati da un logopedista.

Supporto logopedico

Un programma di corsi individuali volti a migliorare le capacità di comunicazione e di linguaggio, a sviluppare l’autocontrollo, l’autoregolazione e lo stato emotivo di bambini e giovani con disabilità mentali.

Adattamento sociale e domestico

Un programma di laboratori settimanali per sviluppare le abilità domestiche di base, la cura di sé e l’interazione di gruppo.

Terapia creativa e corporea

Un programma per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, della creatività e dell’espressione di sé attraverso l’arte, il disegno e gli esercizi corporei.

Riabilitazione fisica

Un programma di riabilitazione fisica specializzato e progettato individualmente per i nostri beneficiari da specialisti FIZIO. Ogni corso è progettato per migliorare le condizioni fisiche generali dei nostri ragazzi e ragazze, migliorare la mobilità, la coordinazione e l’interazione fisica con lo spazio.

Socializzazione

Eventi regolari di socializzazione per i bambini e i loro genitori per costruire relazioni amichevoli e di sostegno tra i partecipanti al programma.

Supporto psicologico per i genitori

Sessioni psicologiche di gruppo volte a creare un ambiente di sostegno e sicurezza per i genitori, con l’obiettivo di ripristinare le risorse per superare le sfide che devono affrontare nel crescere i figli con disabilità.

Picnic e campi estivi

I picnic e i campi estivi offrono ai bambini e ai giovani con disabilità intellettiva l’opportunità di praticare attività ricreative, di socializzare e di divertirsi, contribuendo al loro sviluppo generale e alla loro socializzazione in un ambiente più sicuro.

“Siamo rimasti nel villaggio per un anno e mezzo dopo l’invasione su larga scala. Lì, Denys aveva una comunicazione minima con la gente. Quando sono tornata a Charkiv, ho iniziato a cercare luoghi in cui potessimo andare con lui. Volevo che comunicasse con altri giovani. Allo stesso tempo, ero preoccupata per mio figlio. Come si sarebbe sentito e comportato nel nuovo ambiente? Dopo tutto, gli altri bambini si conoscono già e il loro gruppo è già formato. Ma tutto è andato bene. È diventato parte della comunità. Una parte della società. Sono molto contenta di essere venuta da Emmaus. Questo posto mi dà speranza”.

STORIA
Marzo 2022

Dopo l’inizio dell’invasione su larga scala, la nostra organizzazione ha iniziato a collaborare con la Fondazione AVSI per fornire assistenza umanitaria urgente ai residenti colpiti delle regioni orientali dell’Ucraina, soprattutto della regione di Kharkiv. Oltre a progetti di distribuzione su larga scala, il nostro team cercava opportunità per rispondere ai bisogni delle categorie di cittadini più vulnerabili.

Giugno 2022

Abbiamo chiesto al Comune di Kharkiv di fornire un elenco di famiglie che allevano bambini disabili e che continuano a vivere a Kharkiv nonostante i continui bombardamenti e le ostilità. Il Comune della Regione Emilia Romagna (Italia) ha fornito un sostegno finanziario che ci ha permesso di fornire a 60 famiglie vulnerabili beni di prima necessità per 6 mesi: cibo, medicine e articoli per la casa.

Gennaio 2023

Il nostro team ha analizzato le esigenze delle famiglie e ha avviato lo sviluppo di un programma di sostegno completo che rispondesse al bisogno principale: il desiderio dei bambini e dei loro genitori di comunicare, imparare e svilupparsi con gli amici. In breve tempo, siamo riusciti a raccogliere le richieste, a trovare e coinvolgere gli specialisti nel team, a garantire e preparare il più possibile i locali, e il programma è iniziato nella primavera del 2023.

CASA DI EMMAUS

CASA DI EMMAUS

Da settembre 2022 Emmaus ha affittato una CASA a Milano nella zona di Bovisa (via Mercantini 28). Concretamente si tratta di due palazzine da tre piani con spazi condivisi per la vita insieme, garantendo sempre aree private. La Casa attualmente accoglie 18 persone tra i ragazzi e gli adulti di Emmaus. La Casa accoglie non solo le persone accompagnate, ma anche amici, volontari e partner, invitandoli a partecipare attivamente alla vita della casa

Partner:

L’Imprevisto, I Bambini Dell’Est, Alma Scuola di Cucina, Cooperativa sociale Nazareno, Fondazione Banco Alimentare, Associazione San Martino, Università Cattolica di Milano, Seingim, Humanitas, PoliMi Graduate School of Management.

Lo sviluppo del metodo

L’idea di una grande casa è nata come sviluppo necessario del progetto “La Casa Volante”: il percorso di crescita delle prime ragazze della Casa ha messo in luce che i loro traumi (l’abbandono e l’invalidità fisica che con il tempo tende ad aggravarsi) non permettono di pensare per loro a una stabilità definitiva al di fuori di una qualche forma di condivisione di vita a stretto contatto con la “famiglia” di Emmaus che le ha accolte.

Negli ultimi anni del suo lavoro in Ucraina Emmaus aveva già intuito l’importanza di una grande casa. L’evacuazione in Italia ha reso possibile sperimentare questo tipo di convivenza.

“CASA per Emmaus significa un luogo di rapporti familiari, è quel posto sicuro in cui i ragazzi possono fare il cammino della scoperta di sé e diventare degli adulti in grado di assumersi la responsabilità della propria vita e del mondo.Questa responsabilità nasce sempre nel dialogo con persone di cui si fidano.”

Elena Mazzola, Presidente dell’Ong “Emmaus”

 

ACCOMPAGNAMENTO RAGAZZI

Il progetto accoglie i ragazzi già sostenuti da Emmaus in Ucraina ed ora rifugiati in Italia. La maggior parte di loro attualmente vive nella Residenza comunitaria a Milano, mentre altri ragazzi sono ospitati in famiglie italiane. Per questi ultimi, esiste un programma specifico di accompagnamento con visite domiciliari da parte di operatori dell’Associazione.

Il progetto accoglie i ragazzi già sostenuti da Emmaus in Ucraina ed ora rifugiati in Italia. La maggior parte di loro attualmente vive nella Residenza comunitaria a Milano, mentre altri ragazzi sono ospitati in famiglie italiane. Per questi ultimi, esiste un programma specifico di accompagnamento con visite domiciliari da parte di operatori dell’Associazione.

I giovani di Emmaus non solo stanno vivendo un distacco dall’ambiente che li ha visti crescere e lavorare, ma sentono su di sé, con implicazioni psicologiche ancora da valutare, un disagio dovuto al trauma di avere amici e parenti che quotidianamente vivono la guerra. Per questo motivo questo ambito costituisce la priorità principale dell’intervento dell’Associazione.

Il percorso di accompagnamento parte dalla considerazione dell’ambiente e del vissuto di ogni persona: la mancanza di educazione data dalla permanenza e crescita in orfanotrofio, la mancanza di inclusività per persone con disabilità in Ucraina, il trauma della guerra ed il cambiamento improvviso del contesto di vita

Lo sviluppo del metodo

Attraverso il lavoro di un’equipe psico-pedagogica, il cui nucleo principale è formato dallo staff di Emmaus evacuato dall’Ucraina, viene costruito insieme ad ogni giovane un percorso specifico che copre diversi ambiti:

– integrazione sociale

– istruzione superiore e formazione 

– riabilitazione medica e sportiva 

– gestione delle risorse economiche 

– assistenza psicologica 

– inserimento lavorativo

 

ACCOGLIENZA RIFUGIATI

ACCOGLIENZA RIFUGIATI IN ITALIA

Partner: Progetto Arca, Fondazione Banco Alimentare, COMETA, WHANAU impresa sociale, Fondazione AVSI, Refugees Welcome, CAV di Vimercate, Comune di Cormano, Jobbing, Fondazione Santa Marta.

Dal 2022 accompagniamo famiglie ucraine rifugiate, costrette a lasciare tutto a causa dell’invasione su vasta scala, in un nuovo cammino di vita in Italia. Il progetto nasce per rispondere non solo all’emergenza abitativa, ma anche ai bisogni profondi legati alla ricostruzione di una quotidianità dignitosa: supporto nella ricerca del lavoro, accesso ai servizi sanitari, regolarizzazione documentale, inserimento scolastico dei bambini, sostegno psicologico e apprendimento della lingua italiana.

Oltre 50 famiglie italiane si sono mobilitate spontaneamente e si sono unite per offrire non solo un’accoglienza temporanea, ma un vero e proprio accompagnamento umano e solidale alle famiglie ucraine rifugiate, che dura ormai da tre anni.

Grazie al dialogo continuo con loro, abbiamo potuto comprendere a fondo i bisogni dei rifugiati ucraini e costruire percorsi di integrazione davvero personalizzati.

Queste famiglie non si sono limitate ad aprire le porte delle loro case, ma anche e soprattutto quelle del loro cuore: hanno accolto nuovi membri delle famiglie in fuga, condividono feste, momenti di riposo e di difficoltà, costruendo legami autentici e duraturi.

Il loro sostegno ha permesso a molte persone di sentirsi finalmente accolte e riconosciute, trovando in Italia non solo un rifugio, ma una nuova comunità.

Principali aree di attività

Accoglienza in famiglie e appartamenti
Offriamo un’accoglienza diffusa, ospitando famiglie rifugiate in appartamenti indipendenti o presso famiglie italiane, garantendo sicurezza, privacy e un ambiente umano e accogliente.
Supporto documentale
Guidiamo le persone nella gestione delle pratiche burocratiche italiane: permessi di soggiorno, ottenimento del codice fiscale e della tessera sanitaria, iscrizioni scolastiche e ricerca di lavoro, semplificando procedure complesse.
Supporto psico-sociale
Offriamo supporto psicologico individuale e di gruppo, percorsi di ascolto, orientamento e benessere emotivo per affrontare lo stress, il trauma migratorio e le sfide quotidiane dell’adattamento.
Mediazione culturale e linguistica
Facilitiamo il dialogo tra rifugiati e istituzioni con il supporto di mediatori culturali e interpreti. Organizziamo corsi individuali di lingua italiana per migliorare la comunicazione e favorire l’integrazione.
Attività educative e ricreative per bambini
Organizziamo laboratori creativi, gite, feste e sostegno scolastico per offrire ai bambini uno spazio sicuro, stimolante e inclusivo, che favorisca la crescita e il benessere.
Iniziative di inclusione e comunità
Promuoviamo eventi, cene condivise, incontri interculturali e reti di mutuo aiuto per favorire legami sociali e la creazione di una comunità aperta, solidale e partecipativa.
Storia
Marzo–Agosto 2022

All’inizio della guerra abbiamo ricevuto numerose richieste d’aiuto da parte di amici e conoscenti di Kharkiv, desiderosi di mettere in salvo i propri figli. In risposta, abbiamo avviato un progetto di accoglienza in Italia, attivando una rete di solidarietà nelle province di Milano, Monza-Brianza, Varese, Lecco e Como. Abbiamo organizzato i trasferimenti dal confine ucraino e trovato famiglie italiane pronte ad accogliere 113 rifugiati ucraini.
Fin dal loro arrivo in Italia, abbiamo fornito un accompagnamento quotidiano per favorire l’adattamento delle famiglie rifugiate, occupandoci delle prime necessità (documentazione, salute, educazione, apprendimento della lingua) e offrendo mediazione tra le famiglie ospitanti e quelle accolte.

Da agosto 2022 a oggi

È iniziata la seconda fase del progetto, focalizzata sulla promozione dell’autonomia abitativa e lavorativa delle famiglie accolte. Le persone rifugiate sono state progressivamente inserite in soluzioni semi-autonome: appartamenti in affitto calmierato, in comodato d’uso con l’associazione o messi a disposizione tramite il circuito della protezione civile.
Attualmente, l’associazione gestisce direttamente 7 appartamenti e continua a offrire un accompagnamento personalizzato, attraverso percorsi individualizzati, attività comunitarie, supporto psicologico e mediazione, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione sociale e la dignità di ogni persona accolta.

Contattaci

CONTATTACI

comunicazione@associazioneamicidiemmaus.it

+39 351 3200900

Dati Dell’Associazione
Amici di Emmaus ETS
via Luigi Mercantini, 28 (MI)

Codice Fiscale: 97932070150
IBAN: IT61V0306909606100000191166
Banca: Intesa San Paolo

Storie dei ragazzi

SCOPRI LE STORIE DEI NOSTRI RAGAZZI

Storia di Irka
Sono Ira, ma gli amici mi chiamano Irka…
La mia storia è simile a quella di molti altri ragazzi di Emmaus: sono stata abbandonata e ho vissuto per anni in orfanotrofio. Quando ho incontrato Emmaus, ho incontrato degli amici che hanno visto in me un valore, qualcosa di speciale e prezioso. La mia vita è cambiata.
Quando è scoppiata la guerra, Elena è venuta a casa nostra per dirci che saremmo dovuti partire la mattina seguente. L’unica cosa che siamo riusciti a conservare e portare dall’Ucraina è la nostra amicizia, siamo riusciti a portare con noi quella casa fatta di rapporti, di amore e di affetto.
In Italia abbiamo trovato tanti amici che ci hanno accolto come se ci stessero aspettando da sempre e questo mi ha aiutato a vedere dei punti di luce anche in un contesto così doloroso come quello della guerra.
Quando parlo di Emmaus non parlo di un’organizzazione, perché per me è una famiglia che ti ama. E sono felice di essere parte di questa famiglia.
Storia di Vika
Mi chiamo Vika e grazie ad Emmaus continuo a vivere
Sono nata con una disabilità per cui ho frequentato delle scuole speciali. Ero molto brava, ma spesso mi sentivo sola perché le persone parlavano con me solo quando avevano bisogno di qualcosa. Quando ho finito gli studi mi hanno invitato a collaborare con la Bottega di Emmaus. Insieme alle altre ragazze abbiamo iniziato a preparare una produzione molto varia. Per la prima volta delle persone stavano con me non perché avevano bisogno di qualcosa da me, ma perché mi volevano bene. Ero felice.
Poi è scoppiata la guerra. Il 2 marzo sono partita da Kharkiv insieme ai miei genitori per lasciare l’Ucraina. Sono arrivata in Italia l’8 marzo (489 giorni fa) a Novazza dove c’erano gli altri di Emmaus, mentre i miei sono andati in Svizzera.
Non si può descrivere a parole che cosa significhi vivere quando a casa tua c’è la guerra… Il dolore di vedere la mia amata città che viene distrutta è insopportabile e verrebbe da pensare che si potrà tornare a vivere davvero solo quando la guerra sarà finita. Ma capisco che non si può mettere in pausa la vita e la cosa più importante per me è capire quanto questa sia preziosa. Mi aiuta molto non essere da sola: ora vivo con persone di cui posso fidarmi, che mi aiutano e mi vogliono bene.
Continuo a vivere.
Storia di Tamara
Mi chiamo Tamara, e ho capito cosa significa amare​ Prima che cominciasse la guerra avevo un lavoro bellissimo: lavoravo in un fast food. Facevo sette ore in piedi, ma non mi pesava. Mi piaceva essere indipendente e volevo farcela da sola. Quando mi hanno detto che dovevo partire per l’Italia perché forse ci sarebbe stata la guerra è stato come se il mio mondo fosse crollato di colpo. Quando poi è iniziata la guerra, io mi trovavo in Italia. Per i primi mesi non riuscivo a fare nulla e pensavo solamente al dolore di tanti bambini e di tante persone nel mio Paese. Il fatto che i tutor e gli amici di Emmaus vivessero la stessa esperienza mi ha molto aiutato: ho sempre avuto accanto persone che capivano profondamente il mio dolore perché era anche il loro, e mi aiutavano a vedere e accettare le cose belle che stavo vivendo qui in Italia. L’estate scorsa mi hanno invitato a tradurre degli incontri durante una vacanza. Lì è cambiato tutto: ho incontrato persone che hanno iniziato a volermi bene da subito. Non mi era mai capitato di trovare qualcuno che si affezionasse a me così in fretta. Questo mi aiuta ad andare avanti. Quest’anno ho imparato che ho bisogno degli altri, che non voglio fare tutto da sola. Ho capito cosa significa amare ed essere amati.

Storia di Artur

Mi chiamo Artur e l’Ucraina rimarrà per sempre nel mio cuore lo e mia sorella siamo finiti in orfanotrofio quando eravamo piccoli. A un certo punto un’organizzazione mi ha trovato una famiglia italiana e io andavo sempre da loro in estate e in inverno per passare bei momenti insieme. Per la prima volta ho cominciato a sentirmi parte di una famiglia, quella che non avevo mai avuto. Quando sono uscito dall’orfanotrofio non sapevo bene dove andare, poi ho incontrato Emmaus e sono entrato in uno dei loro progetti. C’erano tutor magnifici che mi hanno accolto come uno di loro e mi hanno aiutato a trovare lavoro. Mi hanno sempre preso sul serio: per esempio, un giorno per scherzo ho detto che mi sarebbe piaciuto guidare; qualche tempo dopo mi hanno regalato l’iscrizione alla scuola guida e i tutor mi hanno aiutato a studiare per prendere la patente. Ho cominciato a fidarmi di Emmaus e ho capito quanto noi ragazzi siamo importanti per loro e quanto ci vogliono bene. Poi è iniziata la guerra. lo soffro moltissimo a vedere da lontano le immagini di tutto il dolore che c’è nel mio paese, soffro a non poter proteggere in prima persona la mia città. Per adesso mi aiuta solo il supporto e l’amore che mi arrivano da Emmaus e dalla mia famiglia.

Storia di Ira

Sono Irina e in Emmaus ho trovato una famiglia​ Ho vissuto fino a trentatré anni in un orfanotrofio non lontano da Kharkiv. La mia infanzia non è stata semplice: mi sono mancati amore e attenzioni, spesso avevo voglia di raccontare di me ma nessuno mi ascoltava. Poi a un certo punto il direttore dell’orfanotrofio mi ha fatto conoscere le persone di Emmaus, che mi hanno portato a vivere con loro. Io non sapevo fare niente e mi stupiva moltissimo la cura con cui loro si sono messi a insegnarmi a leggere e a fare i conti. Ho capito che mi volevano bene e piano piano ho iniziato a fidarmi. Mi sono fidata anche quando mi hanno detto che era scoppiata la guerra e saremmo dovuti venire in Italia. Avevo paura perché non ero mai andata così lontano. Però ho accettato perché Elena mi ha detto che sarebbe andato tutto bene e che non sarei stata sola: potevo fidarmi perché lei mi aveva preso dall’orfanotrofio e mi voleva bene. All’inizio per me è stato difficile e avevo molta nostalgia dell’Ucraina. Ma poi piano piano ho conosciuto tanti amici ed è cambiato tutto. Io non pensavo che si potesse amare una come me; invece ora ho una famiglia e degli amici. Sono felice.

Storia di Zhanna e Denys

 

Mi chiamo Zhanna e sto crescendo mio figlio Denys, che è affetto da autismo.  Ho anche una figlia più grande che è neurotipica, quindi ho visto la differenza nel loro sviluppo fin da quando erano piccoli. Denys non mi guardava negli occhi, non rispondeva al suo nome, non parlava. Poi ha preso il volo: continuava a non rispondere quando lo chiamavo, a non dialogare, a non seguire le istruzioni, ma le poesie, le canzoni, le favole uscivano a fiumi, era impossibile fermare questo flusso di parole.

Abbiamo trascorso il primo anno e mezzo dell’invasione su larga scala nel villaggio. Denys era relativamente al sicuro lì, ma aveva una comunicazione minima con la gente. Siamo tornati a Kharkiv, nell’ottobre del 2023. Denys ama la città: i tram, la metropolitana, le passeggiate lungo le strade, l’argine del fiume. Ed è molto turbato dalla distruzione. Ora, quando vede case distrutte, dice con il mio tono di voce: “Sì, figliolo, l’hanno bombardata”. E lo ripete tante volte.

Quando ho iniziato a cercare dei posti dove potessimo andare con lui, ero preoccupata per mio figlio. Come si sarebbe sentito e comportato nel nuovo ambiente? Ma tutto è andato bene. È diventato parte della comunità. Una parte della società. Sono molto contenta di essere venuta a Emmaus. Mi dà speranza.