Volontariato internazionale in Ucraina
Un’avventura che ti cambia la vita

Essere volontario è una possibilità bellissima per sostenere l’organizzazione, lavorare con il nostro team e con i beneficiari dei progetti.

Un’occasione per mettere in gioco le proprie capacità, intelligenza, creatività ed energie per ricevere in cambio cento volte tanto.

Una storia imprevedibile

Ciao!

Mi chiamo Riccardo D’Alessandro, ho 26 anni, vengo da Bologna e, come potete immaginare, sono un ragazzo normale come voi. Innamorato della letteratura russa e di autori come Dostoevskij, all’università ho deciso di studiare russo e, dopo gli studi, ho insegnato alcuni anni in licei linguistici e corsi privati. Fare l’insegnante, per me, ha sempre significato non solo trasmettere delle conoscenze, ma anche e soprattutto educare. Grazie alle esperienze in oratorio ho imparato quanto è bello mettere al servizio degli altri le proprie capacità e il proprio tempo perché anche le persone che mi sono affidate possano vivere quell’accoglienza e quell’affetto che anch’io ricevo ogni giorno.
Ma un “bel” giorno è arrivato il Coronavirus a mescolare le carte. Mentre pensavo come rimettermi in gioco nel mondo del lavoro, ho ricevuto la chiamata di un’amica che mi proponeva di fare un salto e venire a Kharkiv a insegnare italiano ai ragazzi di Emmaus! – Perché no?!

E così è iniziata la mia bellissima avventura!

Per me insegnare italiano a tanti ragazzi della comunità di Emmaus non significa solo trasmettere uno strumento o presentare una cultura e tradizioni di grande interesse, ma aiutarli a entrare in dialogo con un mondo non così distante! Dato che molti di loro hanno in Italia genitori affidatari e famiglie che da anni li accologono con grande amore, imparare l’italiano li aiuta a solidificare quei rapporti e dialogare più consapevolmente con il nostro Bel Paese.

Perché in Ucraina?

Dall’Italia abbiamo un’idea molto vaga dell’Ucraina… Sappiamo che è un paese dell’ex Unione sovietica, la sua capitale è Kiev e la lingua più parlata (una delle lingue) è il russo. Tutto vero, ma non abbastanza per descrivere la bellezza e varietà di questo enorme Paese, il più grande d’Europa. Sterminati paesaggi rurali si alternano a fitti boschi e piccoli paesini che si estendono in maniera irregolare finché non si entra nelle grandi città come Kharkiv.

 

Come il paesaggio, così anche la composizione socio-economica dell’Ucraina è molto varia, infatti la maggior parte della popolazione ha una vita molto semplice e modesta, mentre le persone più benestanti sono una fascia ristretta e vivono soprattutto in città. Inoltre, la legislazione locale dà agli imprenditori molte possibilità di sviluppare il proprio business, per questo è molto diffuso il piccolo artigianato, ma non mancano le collaborazioni con importanti aziende europee e americane del settore terziario. Ovviamente per un italiano vivere qui è molto conveniente, infatti il costo della vita è veramente basso al cambio in euro.

Come il paesaggio, così anche la composizione socio-economica dell’Ucraina è molto varia, infatti la maggior parte della popolazione ha una vita molto semplice e modesta, mentre le persone più benestanti sono una fascia ristretta e vivono soprattutto in città. Inoltre, la legislazione locale dà agli imprenditori molte possibilità di sviluppare il proprio business, per questo è molto diffuso il piccolo artigianato, ma non mancano le collaborazioni con importanti aziende europee e americane del settore terziario. Ovviamente per un italiano vivere qui è molto conveniente, infatti il costo della vita è veramente basso al cambio in euro.

In merito alla lingua, invece, per una persona che abbia studiato o conosca il russo, venire in Ucraina è sicuramente una grande occasione per poterlo usare quotidianamente. Vivere in particolare a contatto con i ragazzi di Emmaus permette di scoprire la lingua in tutti i suoi aspetti e contesti possibili. E – perché no?! – magari si può imparare anche un po’ di ucraino (la lingua nazionale).

L’organizzazione Emmaus si trova e opera proprio nella città di Kharkiv, la seconda più grande del Paese.  È una città con tutti i confort e le problematiche delle grandi metropoli, abituata ad accogliere stranieri provenienti sia dall’Europa che dal Medio Oriente, e fra tutti gli italiani sono visti con un occhio particolare di riguardo. In città, ad esempio, i ristoranti più quotati sono proprio quelli italiani. Le numerose strutture ricettive, gli uffici e quasi tutti i bar sono accoglienti e in grado di interagire non solo in russo ma anche in inglese. In quanto metropoli è un “cantiere” sempre aperto, sempre in crescita, capace di offrire sia lavoro a chi è alla ricerca sia riposo e divertimento ai numerosi turisti, in particolare nelle zone appena fuori città dove si estendono bellissimi boschi e fiumi in cui andare a pesca. È ben organizzata anche da un punto di vista dei trasporti, con un aeroporto internazionale collegato direttamente con Bergamo, una buona rete stradale, una metropolitana molto efficente, un buon servizio di autobus e tram e alcune stazioni ferroviarie per raggiungere i punti principali del Paese.

Perché a Emmaus?

Emmaus non è un semplice posto di lavoro: è prima di tutto una comunità. Un gruppo di amici che ogni giorno si impegnano per sostenersi a vicenda e per accompagnare i beneficiari dei vari progetti attivi (più di venti ragazzi) nella ricerca della loro strada e l’adattamento a una vita normale nella società.

Occupandosi di giovani disabili e ragazzi usciti dagli orfanotrofi, si respira sempre un’aria di accoglienza, di famiglia, sia fra i colleghi che con i ragazzi. L’accoglienza, però, è fatta di gesti concreti: aiutare nella ricerca di un lavoro, ascoltare storie difficili e promuovere una campagna di fundraising sono soltanto alcuni aspetti del lavoro quotidiano di ogni membro del team, avendo sempre nel cuore il bene di questi ragazzi.

Questa cura non viene riservata solo ai ragazzi ma, prima di tutto, ai volontari che decideranno di immergersi in questa avventura! Tutti i membri dello staff (in particolare, l’operatore locale responsabile dei volontari) si occuperanno di:

–  trovare un alloggio confortevole;

–  consigliare e accompagnare per qualsiasi necessità sanitaria;

–  aiutare a integrarsi nella comunità di Emmaus, nell’ambiente di lavoro e nella società locale.

Perché lavorare qui?

Svolgere servizio per Emmaus significa mettere in pratica tutte le proprie potenzialità.

 

Lingue

È importante sapere l’inglese per potersi muovere nella città e per comunicare negli uffici pubblici e nei negozi, tuttavia per Emmaus la conoscenza dell’italiano è una grande ricchezza per aiutarci a coltivare i contatti e le collaborazioni con numerosi partner italiani. Per muoversi in totale autonomia nel Paese è necessario conoscere il russo, per questo per i volontari che non lo sanno verrano organizzati eventuali corsi per principianti.

Relazioni

il punto di partenza e l’obiettivo di qualsiasi iniziativa è quello di coltivare rapporti veri, forti, sinceri, su cui i ragazzi possano contare come una famiglia

Abilità organizzative e disponibilità

ogni occasione è buona per stare coi ragazzi, per vivere insieme a loro esperienze belle e profonde, da una festa di compleanno a un pomeriggio nel bosco, ma per fare questo non può mancare l’amore al particolare e il desiderio di donare un po’ del proprio tempo per vivere momenti indimenticabili

Aree di attività dei volontari

I volontari che vorranno collaborare con Emmaus verrano coinvolti in particolare in due ambiti:

– attività di fundraising, promozione dell’organizzazione e sviluppo delle relazioni coi partner (italiani e non solo)

– educatori sociali

Oltre a questi due campi, ognuno potrà mettere in gioco le proprie potenzialità (creative, artistiche, informatiche, musicali, culturali ecc.) per esprimersi al meglio e aiutare i ragazzi di Emmaus a crescere!

Perché vivere con i ragazzi?

Fare il volontario per Emmaus è un’esperienza a 360°! Se c’è il desiderio di mettere in gioco non solo qualche ora di lavoro ma tutto sé stessi, c’è la possibilità di vivere negli appartamenti in cui alloggiano i ragazzi e condividere con loro tutta la quotidianità! È sicuramente un’esperienza incredibile, quasi indescrivibile… Vivere con loro non significa “badarli”, ma affrontare un bellissimo cammino (il loro e il proprio) insieme, fatto di lavoretti quotidiani, risate e buonissime cene, ma anche momenti molto drammatici, difficoltà e incomprensioni. Insomma: camminare insieme a loro è l’esperienza più bella e arricchente, una vera palestra di vita per scoprire il valore di ogni parola e di ogni gesto.